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Il comune di Aradeo appartiene a: Regione Puglia - Provincia di Lecce

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Storia

Nonostante siano rare le tracce architettoniche rimaste, "la memoria storica di Aradeo si dilegua nei secoli tanto oscuri quanto fascinosi del Medioevo".

Le origini di Aradeo sono tanto antiche quanto contraddittorie; è certo che subì per lungo tempo la dominazione greca, la civiltà romana, poi la saracena e per un tempo breve quella spagnola, francese e tedesca. La verità di questi fatti è riscontrabile nel linguaggio comune, nel quale vi sono vocaboli che confermano le dominazioni suddette.

Da diverse fonti storiche hanno attinto gli studiosi G. ARDITI, G. PISANO', G. ROHLFS, giungendo a differenti conclusioni.

Secondo la tesi di Giacomo ARDITI, diffusasi alla fine dell'800, la nostra provincia nel Xº secolo fu invasa dai saraceni che distrussero numerosi casali nei pressi di Nardò e Galatina.
Quindi, molto probabilmente, il nostro paese è stato fondato da un gruppo di galatinesi che scampati a questa incursione saracena "eressero la nuova patria inaugurandola con l'ostia della pace nel sacrificio eucaristico".
In questo caso o ipotesi il nome di Aradeo deriverebbe dai termini latini ara - arae : altare e Deus - dei : Dio.

L' ipotesi di Gerard ROHLFS, è quella che Aradeo avrebbe un'origine greco-bizantina e il termine Aradeo deriverebbe da un nome che significa dominio di ARATOS, antico nome di persona.

Invece, secondo i recenti studi del Prof. Gino PISANO', la tesi dell'ARDITI non ha alcun fondamento storico, in quanto lo stemma civico del paese non può costituire una prova, essendo nato sicuramente dopo il IXº secolo in relazione alla letteratura latina del toponimo e inoltre nella lingua latina la declinazione di un termine composto da due sostantivi prevede la parte declinabile come prefisso e non come suffisso.
PISANO' darebbe, quindi, ad Aradeo un'origine greca; a favore di ciò deporrebbe il fatto che nel '500 gli abitanti del paese facevano uso della lingua greca. Seguendo la tesi del PISANO', il nome "Aradeo" deriverebbe da CHARADREON : luogo solcato da torrenti.
La consonante iniziale è una gutturale aspirata che con il tempo cade: quindi da charadreon passiamo ad aradreon, poi per assimilazione totale cade la consonante "r" tra la "d" e la "e" e quindi giungiamo ad Aradeo con la caduta della "N" finale. Ad accreditare maggiormente questa tesi è il significato stesso del termine: terreno solcato da torrenti o da fossi. Aradeo, infatti, sorge in un luogo ricco d'acqua e lo stesso ARDITI insieme con DE GIORGI lo definiscono un paese abbondante di zone acquifere.

Breve storia

Secondo recenti studi del prof. Pisanò, la cittadina, di origine greco-bizantina, ha avuto origine nel sec. IXº; lo stemma civico invece è nato successivamente.

Di origine greca, fu soggetta successivamente ai Romani; quindi, da Tancredi il normanno, fu concessa in feudo al Montefusco; dal quale passò dapprima agli Orsini del Balzo e poi al monastero di Santa Caterina d'Alessandria, di Galatina.

Alcuni documenti sulla storia cittadina riportano che un nucleo di Saraceni si sarebbe installato nella zona, attratto dalla fertilità della terra, fondandovi un nuovo abitato ed inaugurandolo col sacrificio eucaristico. Da cui il nome di Ara Dei, divenuto successivamente Aradeo.

Monumento degno di nota è la Chiesa dell'Annunziata edificata neI 1450, ma in seguito ripetutamente rimaneggiata, dotata di altar maggiore in stile barocco adorno di colonne tortili.

Il palazzo baronale, del secolo XVIº, costituisce una residenza fortificata fornita di sale immense. Nelle vicinanze si erge una colonna votiva che risale al XVIIIº secolo.

Stemma

L'emblema raffigurato sul Gonfalone del Comune, è composto da un altare di marmo variegato su cui posa un calice sormontato dall'ostia eucaristica, ai lati del calice d'argento sono accostati due candelieri d'argento con ceri accesi.
Simbolicamente significa: l'altare, il paradiso dei credenti sulla terra; il calice rappresenta la religione e la vita cristiana; i candelabri, lo splendore della santità.
L'intera raffigurazione è inserita in uno scudo di colore azzurro.
Sullo scudo troneggia una corona merlata.
Il tutto è contornato da due rami fogliati, a destra di quercia e a sinistra d'alloro, uniti tra loro alla base da un nastro a cravatta tricolore (verde-bianco-rosso).